Archivio Autore: ANPI Admin - Pagina 21

Marcia delle donne e degli uomini scalzi

È arrivato il momento di decidere da che parte stare.
Noi stiamo dalla parte delle donne e degli uomini scalzi.

Marcia delle donne e degli uomini scalzi venerdì 11 Settembre 2015 – partenza alle ore 21 dalla Casa dell’Accoglienza (Viale Trento e Trieste, angolo via Sant’Antonio del Fuoco) Cremona

La Marcia è promossa dalla Tavola della Pace di Cremona. L’ANPI invita tutti a partecipare.

8 settembre 1943 – 8 settembre 2015

Vi invitiamo a partecipare alla tradizionale commemorazione dell’8 settembre 1943
quando ebbe luogo l’armistizio fra l’Italia e gli  Alleati ed il giorno successivo l’occupazione tedesca anche a Cremona.
Cremona fu una delle città che tentò di resistere all’occupazione, particolarmente da parte dei militari di stanza nelle caserme cittadine. Questi fatti e gli eroici caduti verranno ricordati martedì 8 settembre 2015
alle ore 10,00 presso il civico cimitero presso il monumento ai Caduti di Cefalonia, dove parleranno:
– Simona Pasquali, Presidente del Consiglio comunale di Cremona
– Senatore Angelo Rescaglio, a nome delle Associazioni Partigiane
alle ore 11,30 nel cortile Federico II, lapide dedicata all’8 settembre, dove parleranno:
– il Sindaco GianLuca Galimberti
– il Professor Mario Coppetti

Ricordiamo anche che mercoledì 9 settembre alle ore 17,30 si terrà un incontro con l’Associazione Nazionale Divisione Acqui nel Salone dei Quadri del Palazzo comunale, per presentare un volume di memorie su questi eventi.

L’Italia è e deve essere un Paese democratico e antifascista

On.le Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
On.le Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso
On.le Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini,
Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi
On.le Ministro degli Interni, Angelino Alfano

Illustri Presidenti e Onorevole Ministro,

dalle pagine milanesi di un quotidiano nazionale (La Repubblica), ho appreso che sarebbero previste, a breve, in Lombardia, due manifestazioni di netta marca fascista (significativo il titolo dell’articolo “La galassia nera arriva a Milano“), una Festa nazionale di tre giorni di CasaPound, a Milano e, pressoché contemporaneamente, un meeting internazionale a Cantù, promosso da Forza Nuova. La concomitanza di due manifestazioni del genere, che hanno precedenti ben noti, indigna e preoccupa chiunque sia dotato di una vera sensibilità democratica. In particolare l’ANPI, riconosciuta da diverse sentenze di Tribunali militari come erede e successore dei Combattenti per la libertà, è legittimata e tenuta a reagire nei confronti di eventi che contrastino con i valori per i quali si batterono donne e uomini della Resistenza e su cui si fonda la Costituzione repubblicana. La nostra mobilitazione, dunque, è legittima e doverosa; ma non basta, perché il primo compito e il primo dovere di intervento spettano alle Istituzioni democratiche, che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato.
A nome di tutta l’Associazione che ho l’onore di presiedere attendo, quindi, un pronto e deciso intervento da parte di chi ha competenza in materia e una indifferibile presa di posizione delle massime Istituzioni nazionali sulla questione di fondo: l’Italia, che si è liberata 70 anni fa dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca, è e deve essere un Paese democratico e antifascista, non lasciando alcuno spazio a chi sogna impossibili ritorni o propugna forme nuove di autoritarismo.

Con osservanza,
Il Presidente Nazionale ANPI
Prof. Carlo Smuraglia

Luciano Corsi, nome di battaglia “Figlio”

Questo è il racconto di un piccolo episodio che però mi sembra degno di comparire sul nostro sito.
Durante la manifestazione del luglio scorso al Colle del Lys, mentre passavamo con la nostra bandiera ANPI di Cremona, una signora che gestiva il banco di un laboratorio artigianale locale ci disse che voleva parlare con qualcuno del nostro gruppo. Finito il corteo e deposti i fiori al monumento dei caduti, alcuni di noi andarono subito da lei. Ci disse che nell’inverno del 1945, quando lei non era ancora nata, i suoi familiari nascosero e curarono – col rischio che si può immaginare – per un certo periodo un partigiano cremonese della brigata di Deo che era stato ferito in combattimento vicino a Rubiana. Si stabilì tra loro un rapporto anche umano molto intenso, tale che quando lei nacque, qualche anno dopo, i suoi le misero come secondo nome Luciana: Luciano era il nome di quel partigiano. Sono passati anni ma a lei è sempre rimasto il desiderio di sapere chi fosse questo partigiano di cui porta il nome. Per farla breve, abbiamo scandagliato nell’archivio tutti i Luciano della 17a brigata Garibaldi della Val Susa ed abbiamo individuato quello che voleva sapere. Ci aveva dato l’indirizzo per cui glielo abbiamo subito comunicato, ci ha risposto ringraziandoci “con grande emozione”. Ed ecco la scheda che le abbiamo mandato.

Corsi Luciano (nome di battaglia “Figlio”)
Nato a Casalmaggiore il 22.2.1925, all’epoca ivi residente – operaio – 5 elementare.
Non aderisce alla RSI, già a fine 1943 contatta i partigiani di Casalmaggiore che formavano un gruppo della 1a brigata Garibaldi GL.
Si sposta in Piemonte dall’aprile 1944, prima nella 77a Brigata del comandante “Gatto nero” poi nella 17a brigata “Felice Cima” di Deo Tonani e Kiro Fogliazza (la brigata “dei cremonesi”). Il 6 novembre del 1944, in uno scontro nelle vicinanze di Rubiana, venne ferito gravemente alla mano destra (che rimarrà per sempre menomata) e leggermente alla testa. Viene nascosto e curato in zona fino a fine gennaio del 1945, poi torna a Casalmaggiore dove rimane nascosto fino alla Liberazione. Non può più combattere ma è attivo durante i giorni del 25 aprile, è uno dei giovani che vanno a mettere la bandiera bianca sulla torre del municipio.
La Commissione regionale riconoscimento qualifiche partigiane lo ha riconosciuto come “partigiano combattente ferito” (Milano, prot. 38580 del 17.1.1948).
Di lui parla Enrico Fogliazza nel suo libro “Deo e i cento cremonesi in val Susa” a pag. 18, 75 e 110.
Purtroppo è morto molti anni fa ancora giovane (Fogliazza nel suo libro ritiene anche in conseguenza di quel periodo di guerra).
Lo ricorda bene anche il presidente ANPI di Casalmaggiore, Giuseppe Rossi, che gli era amico.

(Giuseppe Azzoni)

Resistenza in festa 2015

Comitato provinciale ANPI Piacenza – Comitato provinciale ANPI  Cremona – ANPI “Grande fiume” Lodi
invitano alla festa che si terrà da venerdì 24 a domenica 26 luglio 2015 presso il Parco “Amici del Po” – via Tinazzo 30, Monticelli d’Ongina (potete scaricare il programma qui).

Commemorazione delle vittime del bombardamento del 10 luglio 1944

Cerimonia rinnovata rispetto al passato per condividere nei luoghi della tragedia i valori della pace

Il 10 luglio 1944 Cremona subì un terribile bombardamento, senz’altro il più duro tra i numerosi che colpirono il nostro territorio nell’anno che precedette la fine della seconda guerra mondiale. Prima delle 11, apparvero in cielo i bombardieri: vennero sganciate più di 50 bombe, di medio e di grosso calibro. L’obiettivo erano la stazione e lo scalo ferroviario, ma altre zone del quartiere di Porta Milano furono devastate. Si contarono ben 119 vittime, 82 furono i feriti. Perirono anche 13 militari tedeschi. Tra la Cremonella e la via S. Francesco d’Assisi morirono più di 20 ferrovieri.
Per ricordare le 119 vittime di quel tragico giorno il Comune di Cremona, in collaborazione con il Dopolavoro Ferroviario di Cremona, venerdì 10 luglio, organizza una cerimonia che inizierà alle 7,00, davanti al binario 1 della stazione ferroviaria cittadina. Continua »

Il Mediterraneo e l’Europa


A pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Rifugiato, consapevole della complessità del tema e del clima confuso ed artatamente allarmistico che si respira nel Paese ed in Europa, l’ANPI vuole provare a ragionare sulle politiche da mettere in campo per non rinnegare i principi di accoglienza scritti nella Costituzione Italiana e nei trattati europei e invita all’incontro dal titolo
“Il Mediterraneo e l’Europa. Immigrazione e politiche per affrontarla”
venerdì 26 giugno 2015, ore 16,30
presso la Sala Zanoni, via del Vecchio Passeggio 1
Interverranno:
Luciano Pizzetti per il Partito Democratico
Gabriele Piazzoni per Sinistra Ecologia Libertà
Celestina Villa per il Partito della Rifondazione Comunista
Presiede Mariella Laudadio Presidente ANPI provinciale
L’incontro è aperto a tutti, in particolare ai soggetti che operano nel settore.

Fermiamo la strage subito!

sabato 20 giugno – Giornata Mondiale del Rifugiato
ore 18-20
Giardini Pubblici – Piazza Roma, Cremona
Presidio Sociale promosso dalla Tavola della Pace di Cremona.
Interverrà Bruna Sironi – Corrispondente da Nairobi per “Nigrizia”

L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo
Pace, sicurezza, benessere sociale ed economico si raggiungono solamente se si rispettano l’universalità̀ dei diritti umani di ogni donna e di ogni uomo.
La regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto. Dall’inizio del 2015 nel mediterraneo sono morte più̀ di1700 persone. L’Europa, per storia, per cultura, per geografia, per il commercio, è parte integrante di questa regione ma sembra averne perso memoria.
Il dramma di profughi e migranti, il loro abbandono in mano alle organizzazioni criminali, il dibattito su come, dove e chi colpire per impedire l’arrivo di uomini e donne che cercano rifugio o una vita dignitosa in Europa, non è altro che l’ultimo atto che testimonia l’assenza di visione politica da parte dei governi dell’UE.
Questa drammatica situazione ha responsabilità̀ precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d’accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia. Scelte coscienti e volute che configurano un crimine contro l’umanità̀.
La risposta dell’UE, confermata nell’Agenda Europea sull’immigrazione, ripropone soluzioni che hanno già̀ dimostrato di essere miopi e di produrre effetti opposti agli obiettivi dichiarati.
L’Europa siamo noi. Noi dobbiamo fare l’Europa sociale solidale.